giovedì 30 maggio 2013

Marco Carta presenta il video di Ti Voglio Bene: “Un pezzo di vita passato con mia madre” – VIDEO

Del giovane cantante Marco Carta nato artisticamente dal talent show di Maria De FilippiAmici, di cui vinse l’edizione numero sette, ci piace parlarne sempre con estremo piacere. Di lui, abbiamo sempre apprezzato infatti quella maturità che negli anni lo ha portato ad attrarre tra il suo vasto pubblico di estimatori non solo ragazzine attratte dal suo fascino oltre che della voce, ma anche mamme e nonne, radunando quindi sotto il suo palco un pubblico davvero vasto ed eterogeneo, a dimostrazione del fatto che Marco è riuscito nell’intento di “arrivare” a tutti con la medesima intensità. Ed a proposito di palcoscenico, proprio di recente Carta è stato protagonista di due importanti concerti che si sono tenuti rispettivamente all’Alcatraz di Milano lo scorso 14 maggio e all’Atlantico di Roma il 17 maggio.
Dopo il successo dei live, l’ex concorrente del talent show di casa Mediaset ha presentato in anteprima a Tgcom24 il nuovo video del brano Ti voglio bene, diretto da Simone Angiulli e tratto dal quarto album Necessità lunatica. Un video intenso quanto le parole della canzone che, come abbiamo già spiegato in diverse occasioni, rappresenta un nuovo brano dedicato alla madre.“Racconta un pezzo di vita se pur breve, passato con mia madre”, ha spiegato in merito Marco sempre sul sito TgCom24. Si tratta di un video che riesce a coinvolgere nella sua semplicità, arricchito dalla musica e dalle parole scandite da Marco.
“Il video di Ti voglio bene ma soprattutto questa canzone, evocano in me momenti belli e non. Gioie e Dolori. Riesce a far emergere tutto l’amore che ho provato e che provo per lei che mi ha insegnato le prime cose, i primi passi che… Rimarranno per sempre scolpiti nel mio cuore”, ha ancora commentato con estrema sincerità il giovane artista che per la prossima estate ha in programma ancora un’altra attesa data, fissata per il prossimo 14 giugno al Casinò Perla di Nova Gorica.

venerdì 24 maggio 2013

SOLO UN RICORDO MA IMMENSO

E finalmente quel 14 Maggio 2013 tanto atteso e desiderato è arrivato, Milano ci accoglie con un bel venticello ma un sole che promette bene… nell’aria percepisco che sarà uno di quei concerti che difficilmente potrò mai dimenticare.
Arrivo all’Alcatraz non tanto presto, sono le 15 quando da lontano di Via Valtellina inizio a scorgere ragazzi che sono lì seduti e mentre pian piano mi avvicino scorgo visi noti, ormai amici dopo anni di concerti e trasferte e in mezzo qua e là sorrido nel vedere anche visi nuovi, nuovi fans che molto probabilmente assisteranno per la prima volta ad un suo live.
Sono ormai le 17.15 all’incirca quando un membro della f&p ci informa che a breve avremmo fatto il nostro ingresso lì, dove inizia qualcosa di magico, lì dove durante le prove rincontriamo lui.. esce la band, quei musicisti che nel tour passato abbiamo imparato ad amare e apprezzare e poi ecco che esce una testolina, poi una mano che accenna un “ciao” e quando meno te lo aspetti ecco che sei dentro l’intro… con “ mi hai guardato per caso” fa il suo ingresso, è un boato… lui sorride, si vede che è già carico e noi cantiamo con lui… cori e canti accompagnano l’ingresso della nuova cover: un omaggio alla cara Laura Pausini con “ come se non fosse stato mai amore” ed ecco che qui le mie lacrime rigano il mio viso, mi giro a destra e vedo altra gente commossa, lo stesso è a sinistra, vedo Marco più maturo, più sicuro ed è una gioia essere lì dopo mesi.. ci dice che questo è solo un assaggio di quel che sarà il live e ci saluta con un “ solo un ricordo ma immenso” che è strepitosa...ci fa divertire durante il ritornello, non siamo molto intonati e lui ride ancora di più ma già si vede che è orgoglioso del suo popolo.


Si riesce e si torna in fila ma non per me, ho voglia di godermi questo concerto ma a mio modo… sono le 19 e tutti sono ormai rientrati quando entro io, c’è già parecchia gente e ne sono felice… <>, penso… mi posiziono al lato destro ma la visuale è stupenda…

Ormai ci siamo sono le 21.10 le luci ci spengono ed è proprio vero: benvenuto a questo tour, si inizia a cantare, è tutto pieno e lo si capisce dalle voci, ormai è solo un anima pronta ad abbracciarlo e coccolarlo in questo nuovo cammino, si alterna con nuovi e vecchi brani, la voce è candida, grintosa e calda… sta per annunciare “Sempre” e vengo avvolta da un brivido improvviso, è diversa dalle altre volte o forse è uguale ma sono io che la sento in maniera più dolce, splendida… le lacrime continuano ad uscire, forse è il ricordo del tour passato, o forse è l’assenza di persone a me care che comunque sono presenti con tutto il cuore… con “ La donna cannone” si sente solo la sua voce è troppo emozionate, non è il Marco di sempre… ha qualcosa di estremamente particolare… sorride, ci ringrazia, ci vuole bene e noi le lo dimostriamo… arriva “Ti voglio bene” l’Alcatraz è tutto illuminato dalle farfalle che fanno da cornice ad una canzone troppo importante, lui si commuove e parte un applauso immenso… si scatena con “ Dare per amare” balla come non mai ma è con “Parlami” che odo tutta la bellezza della sua voce… La sua voce diventa più forte quando ci dice che il suo per noi e “A”more, amore puro, amore punto e basta… siamo quasi alla fine e non vorrei mai che questo concerto abbia fine, lo vorrei sempre su quel palco a donarmi emozioni, allegria e grinta… saltiamo e lo salutiamo con “La forza mia” … ci saluta ma è solo un arrivederci perché da lì a poco un altro live ci aspetterà a Roma, quella città che lo attende da sempre. Ho una gioia mentre esco, ho finalmente la consapevolezza della scelta che ho fatto… lo si attende all’uscita… siamo lì tutti attorno a lui per ringraziarlo di essere com’è… lui è lui, unico come pochi… è solare… fa un balzo sulla macchina per essere più il alto di tutti e per farci un unico immenso sorriso… appena vedo la macchina allontanarsi già mi manca… se è questo è l’inizio ben vengano tutte le altre date perché saranno solo da togliere il fiato.

Monika





giovedì 23 maggio 2013

“E’ una vita che ti aspetto”




Ho cercato, in questa “quasi settima",dopo il concerto, di riordinare tutti i miei ricordi, di mettere insieme i miei pensieri per riuscire a scrivere qualcosa. Poi, improvvisamente, mentre riascolto “Il segno che ho di te” di quel giorno, mi rendo improvvisamente conto di una cosa: non ci sono pensieri, non ci sono ricordi…ci sono immagini, ci sono canzoni, ci sono sentimenti. Allora ho deciso di mettere per iscritto questo, questeimmagini e queste sensazioni che durante tutta questa settimana non mi hanno abbandonato neanche un attimo.
È impressionante rendersi conto che al termine di ogni esperienza del genere qualcuno dica: “Chi non c’era non può capire!”, ancora più impressionante capire quanto questo sia incredibilmente vero, sempre! Ma non so, credo che questa volta ci sia qualcosa di più…forse una consapevolezza nuova. La consapevolezza, la certezza, che nonostante tutto, nonostante le difficoltà, nonostante i sacrifici, nonostante i muri e le barriere che ancora bisogna abbattere, Marco c’è. E credo ci sia poco da dire e poco da controbattere al riguardo. “Ma perché, Marco Carta canta ancora?”. Si amici e nemici, Marco Carta canta ancora, e canta sempre meglio! Credo che la paura più grande per tutti, fosse ritrovarlo non in piena forma dopo lo stop, l’intervento, Amici Big e tutto quello che è passato sotto i ponti in questi mesi. È invece, con grande gioia, ci siamo tutti veramente sbagliati. Marco non è in forma…Marco è semplicemente Marco, Marco è cresciuto, e non di età…parlo di una crescita artistica che ha lasciato tutti a bocca aperta. Quello che vorrei raccontare io, è un Marco totalmente nuovo, e non perché adesso non stecca mezza nota e riesce in acuti micidiali, Marco è diverso perché ha una luce diversa negli occhi. Marco è diverso perché non è più “Marcolino”, non è più “Cartino”: Marcolino è diventato Marco! E questo cambiamento, questa crescita che aspettavamo ma che sapevamo con certezza che sarebbe arrivata, è arrivata talmente in fretta da non lasciarmi neppure il tempo di accorgermene, e con tutta la sua grandezza ci ha sommerso e avvolto tutti e duemila quanti eravamo! La verità è che non credo sia una radio, un programma o una rivista a decretare la grandezza di un artista e tanto meno di una persona, credo piuttosto che le nostre azioni, i nostri pensieri, dicano molto più di noi e del nostro animo. E quello che posso dire con certezza è che Marco dimostra ogni giorno di essere puro, semplice ma allo stesso tempo grande e immenso. L’immagine che mi resterà sicuramente più impressa e chiara è il suo sorriso, il suo enorme sorriso nel rendersi conto ancora una volta che ce la sta facendo, che noi ci siamo e ci saremo; i suoi grazie; gli occhi e il dito puntato al celo quasi per raggiungere Lei, perché anche Lei era lì..la sua presenza si sentiva forte; il suo bacio al pavimento durante “La forza mia”; il battito delle mani in “Solo un ricordo ma immenso”; gli occhi lucidi di “La donna cannone” e tante, tante altre che semplificarle in due righe sarebbe davvero troppo riduttivo. Tra le mie emozioni ricorderò sicuramente il battito accelerato del mio cuore nell’intro, e la sua esplosione quando vedo apparire quel piccoletto sul palco; il nodo allo stomaco in “Scelgo me”, la canzone che in assoluto più sento mia, più mi rappresenta; la miriade di ricordi di “Ti rincontrerò” e de “Il cuore muove” e ancora di più tutti i miei sorrisi, sorrisi pieni di gioia, pieni d’amore, pieni di vita. Credo che la frase che più mi si addice in questo momento sia il titolo di un libro di Fabio Volo: “E’ una vita che ti aspetto”. Forse a 19 anni non si può ancora considerare una vita, ma quando avevo 13 anni non avrei mai immaginato che mi sarei ritrovata invasa da tutte queste bellissime cose, da tutte queste bellissime emozioni e soprattutto da tutte queste bellissime persone; non avrei mai immaginato che qualcuno potesse arrivare a toccarmi così profondamente; non avrei mai immaginato che una voce potesse farmi scoppiare il cuore dentro il petto; non avrei mai immaginato di sentirmi così viva. Per cui sì, era una vita che ti aspettavo, e ora che sei arrivato mi chiedo cosa sarei stata senza di te, cosa sarei stata senza “Ti rincontrerò”, “La forza mia”, “Vorrei tenerti qui”, “Dentro questa musica”, “Un giorno perfetto”, “Il segno che ho di te”, “Il cuore muove”, “Quello che dai”, “Niente più di me”, “Un motivo per restare”, “Un libro senza pagine”, “Sempre”, “Mi hai guardato per caso”, “Necessità lunatica”, “Ti voglio bene”, “Chiudi gli occhi”, “Fammi entrare” e soprattutto “Scelgo me”; cosa sarei stata e cosa sarei senza di voi, che fate ormai profondamente parte di me e di quello che sono. Non sarei sicuramente la stessa persona perché sono estremamente convinta che la musica ci cambi come nient’altro al mondo, perché sono di quelle a cui una singola canzone può cambiare l’umore, sono di quelle a cui una voce può cambiare la vita. Io ringrazio il cielo per avermi dato questo immenso regalo, questa fortuna così grande; ringrazio di poterla condividere con persone che amo, perché dopo questo 17 maggio a Roma sono convinta che le cose e le emozioni abbiano davvero molto più valore se condivise; e ringrazio soprattutto di poter dire che io, quel 17 maggio 2013, ero in mezzo a 2000 persone a guardare un unico piccolo grande artista dimostrare al mondo che il talento, quello vero, non si può nascondere, non si può fingere, non si può imitare. TU, Marco, non puoi essere imitato.
Io non so se tutto questo durerà per sempre, quello che so e che sarò al suo fianco quando i suoi sogni si realizzeranno e anche quando le delusioni lo butteranno a terra. Quello che spero è che ciò che sento e che provo adesso possa accompagnarmi per tutta la vita e chissà, magari anche dopo.
Era una vita che ti aspettavo, grazie per essere arrivato così presto.
Ringrazio Voi, non c’è bisogno di nominarvi. Vi amo ogni giorno di più.

Giulia.