C’è una canzone che fa : “Che rumore fa la felicità ? è un brivido,è una cura serenità e paura , coraggio ed avventura, da vivere insieme, insieme, insieme, insieme…”
vi racconto la mia Milano… quel lunedì 29 Novembre
Quella felicità aveva tante sfaccettature…
Che rumore faceva ?
Era lo stridio dei freni del treno che alle 9 e 15 minuti mi lasciava nella stazione centrale, io sola e la mia valigia a farmi compagnia…
Era la voce di quella persona che ho chiamato subito dopo, che mi rassicurava con il suo accento sardo…erano in viaggio per raggiungermi..
È il sospiro di sollievo nel capire che stava accadendo e che da li a poco saremo stati di nuovo tutti insieme…
È l’allegria degli abbracci, dei baci, dei sorrisi e dei salti di gioia nel ritrovarsi dopo mesi tutti con lo stesso motivo in una città che non ci apparteneva…
era il rumore del traffico, dei tanti accenti mescolati insieme, delle piccole ansie, paure o timori…ma anche della grande attesa per quel concerto…
era il click dei tanti scatti, delle foto, dei ricordi… il rumore delle parole, tante…mischiate ai sorrisi spontanei e alle risate…
era il rumore delle nostre voci, che intonavano le canzoni di Marco, un po’ per passare il tempo e un po’ per scaldarci, al freddo di quella città…
è il rumore dei cancelli che vengono aperti e la corsa verso le transenne, è ritrovarsi tutti insieme ad attendere quel concerto che…mai avremmo dimenticato…
ma il suono, la melodia che più ci ha rese felici arriva con il buio e le luci spente…con la musica e la voce di Marco, tanto attesa e desiderata…conosciuta in molti suoi lati ma che ci coglie sempre di sorpresa in questa occasione soprattutto.
È il rumore dei nostri cuori che battono all’unisono con il suo, delle nostre voci unite al suo graffiato, è il silenzio di quella lacrima che non rimane al suo posto, è il rumore forte e scrosciante degli applausi e di quel bravo che esce contemporaneamente dalle nostre bocche.
Che rumore fa la felicità?
Il silenzio una volta finito tutto, l’eco delle emozioni provate in più di due ore… il ricordo vivo di quello che Marco sa donarti…e la consapevolezza di esserci stato.
E esserci in futuro…per ripetere tutto ancora e ancora…
Milano rimarrà la felicità per me, non solo per il concerto, ma per tutto il mondo che gira attorno a Marco e che lui stesso senza accorgersene ha saputo creare.
Grazie a lui, a voi che condividete con me queste emozioni infinite e a tutte/i miei compagni di…felicità
Silvia
**daydreamer**
Quella felicità aveva tante sfaccettature…
Che rumore faceva ?
Era lo stridio dei freni del treno che alle 9 e 15 minuti mi lasciava nella stazione centrale, io sola e la mia valigia a farmi compagnia…
Era la voce di quella persona che ho chiamato subito dopo, che mi rassicurava con il suo accento sardo…erano in viaggio per raggiungermi..
È il sospiro di sollievo nel capire che stava accadendo e che da li a poco saremo stati di nuovo tutti insieme…
È l’allegria degli abbracci, dei baci, dei sorrisi e dei salti di gioia nel ritrovarsi dopo mesi tutti con lo stesso motivo in una città che non ci apparteneva…
era il rumore del traffico, dei tanti accenti mescolati insieme, delle piccole ansie, paure o timori…ma anche della grande attesa per quel concerto…
era il click dei tanti scatti, delle foto, dei ricordi… il rumore delle parole, tante…mischiate ai sorrisi spontanei e alle risate…
era il rumore delle nostre voci, che intonavano le canzoni di Marco, un po’ per passare il tempo e un po’ per scaldarci, al freddo di quella città…
è il rumore dei cancelli che vengono aperti e la corsa verso le transenne, è ritrovarsi tutti insieme ad attendere quel concerto che…mai avremmo dimenticato…
ma il suono, la melodia che più ci ha rese felici arriva con il buio e le luci spente…con la musica e la voce di Marco, tanto attesa e desiderata…conosciuta in molti suoi lati ma che ci coglie sempre di sorpresa in questa occasione soprattutto.
È il rumore dei nostri cuori che battono all’unisono con il suo, delle nostre voci unite al suo graffiato, è il silenzio di quella lacrima che non rimane al suo posto, è il rumore forte e scrosciante degli applausi e di quel bravo che esce contemporaneamente dalle nostre bocche.
Che rumore fa la felicità?
Il silenzio una volta finito tutto, l’eco delle emozioni provate in più di due ore… il ricordo vivo di quello che Marco sa donarti…e la consapevolezza di esserci stato.
E esserci in futuro…per ripetere tutto ancora e ancora…
Milano rimarrà la felicità per me, non solo per il concerto, ma per tutto il mondo che gira attorno a Marco e che lui stesso senza accorgersene ha saputo creare.
Grazie a lui, a voi che condividete con me queste emozioni infinite e a tutte/i miei compagni di…felicità
Silvia
**daydreamer**
Fonte Foto : FB Simo Paparazzo







