sabato 4 agosto 2018

Canosa di Puglia, un sogno realizzato

Inizio a scrivere per raccontare le emozioni vissute in questi giorni di trasferta pugliese...sento ancora sulla pelle tutto quello che è stato...vivo queste ore di dopo concerto in maniera diversa dalle altre volte...io la chiamo “depressione dopo concerto” quella che ti assale perché è tutto finito...certo che un senso di tutto ciò aleggia intorno...ma quello che rappresentava per me essere a Canosa di Puglia è cosi particolarmente significativo che il vissuto di quel concerto mi ha lasciato un'immensa gioia...un grande benessere...tanta energia che porterò con me per sempre! Per questo gioisco ancora come se fossi sotto quel palco anche adesso...

Amo Marco e la sua musica dal primo giorno che ci è stato fatto questo grande regalo di poterlo “incontrare”, dagli inizi, più di 10 anni fa! Lui fa parte della mia vita e da allora è  sufficiente nominarlo che il mio viso sorride...per tutto ciò che rappresenta...una voce che ti scava dentro, ti graffia ma allo stesso tempo ti accarezza, ti fa sentire bene, ti dice che tutto andrà bene, ti fa gioire e ti sostiene nei momenti difficili, a volte troppo difficili.

Marco per chi lo conosce da anni, lo segue e ha avuto modo di capire la persona che è, rappresenta ancora molto di più. Il suo carattere e modo di essere è la testimonianza che nella vita si può essere sempre se stessi amando e dando valore a tutto ciò che ci circonda, trovando la forza sempre di reagire, il coraggio di potercela fare, donando un sorriso o una parola che esprime rispetto ed empatia per chi incontriamo sulla nostra strada. Se riuscissimo ad essere cosi, davvero sarebbe un mondo più pulito, più vivibile, più costruttivo.

Quando si inizia a seguire un cantante,una persona, cosi come me e tanti altri di noi, ci si sceglie forse a vicenda e a volte penso davvero che Marco abbia scelto ognuno di noi entrando a far parte delle nostre vite.

La vita scorre, cambiano tante cose, nel frattempo si cresce, cosi come è successo a me in questi lunghi 10 anni. Mi sono sposata, 7 anni fa ho avuto Letizia e quasi 4 anni fa Adriano. Loro solo la gioia della mia vita, sono la mia vita, il motivo per cui ogni giorno respiro. Quando arriva un figlio si dice che la vita cambi, si stravolga, e quando ne arrivano due...la cosa non si raddoppia ma si quadruplica.

Tutto ciò per dirvi che Marco però è stato sempre presente, lui e la sua musica hanno fatto parte della nostra famiglia. Come una stella, arriva la sera, guardi in alto e sei sicuro che lei è li.

Il concerto di Canosa ha rappresentato la “ripartenza” per Marco; tutti noi sappiamo il perchè e nel mio piccolo è stata anche la mia ripartenza. Avendo due bambini piccoli e poca facilità per lasciarli, abitando nel centro Italia, questi sono stati anni privi di concerti per me...dal 2010 non sono più riuscita ad andare.

Stare lontana da Marco e dalla sua musica è impossibile e in questi anni ho alleviato la mancanza riuscendo ad andare a due firmacopie molto significativi, dove Marco ha potuto conoscere la mia famiglia, i miei bambini! E due importanti partecipazioni tv.

Ma ora era arrivato il momento di un concerto , lo speravo e lo desideravo tanto: in questo tour sarei andata, ne ero sicura,tanta era voglia di essere presente.

Lo avevo promesso a mia figlia Letizia, la più  grande.

Lei negli ultimi due anni ha iniziato ad amare Marco e la sua musica, ha iniziato a sentire la bella persona che è Marco, le è arrivata tutta la sua limpidezza d'animo e la dolcezza oltre che la forza che è in lui.

Quello di Canosa è stato il suo primo concerto ed il mio primo concerto con mia figlia. Potete forse immaginare, amando Marco, cosa possa avvenire nel cuore di una mamma vivendo tutto ciò.

Sapevo di non poter attendere che questo avvenisse con troppa facilità, mi sarei dovuta spostare. Avevo messo in conto anche 200 km di strada...ma non si presentava niente in questo raggio di distanza. Tante nuove date ma niente di relativamente vicino. Così è iniziata a subentrare la paura che tutto sfumasse...no, non doveva andare così, io e Lety aspettavamo, a questo tour dovevamo essere presenti ! E cosi in una settimana ho preso la decisione: la più fattibile per me con una bambina, abitando nella provincia di Ancona, era Canosa! Canosa?? si, più di 800 km tra andata e ritorno in soli due giorni e con una bambina. Fattibili? Sì, sono fattibili, per andare da Marco lo sono! Ringrazio mio marito che organizzandosi in maniera impegnativa tra lavoro e piccolino a casa ci ha permesso di vivere questa serata!


Ho avuto due compagne di viaggio oltre a mia figlia davvero meravigliose: Francesca e Valentina.

Treni, coincidenze, pulman...con loro è stato tutto divertente, anche per Lety, come avessimo affrontato un viaggio di 10 minuti.

Eccoci arrivate a Canosa di Puglia...un sole bellissimo...un cielo azzurro...caldo..parecchio caldo...ma un venticello mitiga il tutto.

Una piazza di una cittadina del Sud vestita a festa, luminarie e dolciumi  per le vie...campane che suonano a festa...ma suonano per suonare !

E poi il palco, con noi li  proprio davanti , con Marco che ci guardava sullo sfondo...come disse mia figlia!

Transennate, non poteva essere altrimenti anche perchè Lety da dietro non avrebbe visto bene...e poi dopo 8 anni senza concerti...dovevo essere li!

Aspettiamo, il tempo a me sembra essere volato, finchè ci ritroviamo alle prove...si le prove!!

Fortuna, forse derivante da questo ultimo mese di stop forzato per Marco...

Arriva la band e poi eccolo!! Marco, occhiali e cappellino, certo dimagrito, ma di sicuro in forma, in ripresa smagliante!


Guardo mia figlia, ci sorridiamo: Marco inizia a provare ! Beh ma quando hai quella voce li...che provi?  Dal vivo quella voce ti infonde un benessere, una forza indicibili. Il mese di fermo lo ha caricato ancora di più, la sua voce è forza. Anche le campane iniziano a suonare a festa: Marco è tornato!!!
Si, ho capito la festa, ma adesso basta...le campane non si fermano più...minuti su minuti; e Marco da professionista qual'è interrompe le prove, si fanno altri aggiustamenti tecnici e torna a provare. La piazza si affolla, arriva tanta gente, tutti si fermano ad ascoltare, a fare foto e video, nessuno che passa va via, tutti si fermano! A quel punto Marco ci saluta con un “ci vediamo dopo”.  Io e Lety ci guardiamo...leggo in lei la soddisfazione di averlo sentito cantare da cosi vicino!

Tra noi fan il pensiero è per tutte lo stesso: “Marco è tornato, eccome se è tornato...voce e grinta come e più di prima”.E queste erano solo le prove!!

Passano le ore...a me continuano a volare, a Lety, impaziente che tutto abbia inizio, un po' meno.

Ma eccoci, finalmete verso le 22.15 inizia!! In total black, Marco torna sul palco, sul suo palco!

Inizia a cantare in una piazza che lo accoglie gremita, strapiena di gente in ogni dove...che bello, che gioia per Marco, un bentornato migliore non lo poteva ricevere, lo dice anche lui!



E noi eravamo lì, ci eravamo riuscite, li presenti per dargli calore, sostegno, per festeggiarlo...Il suo ritorno dopo un intervento importante, tutto questo è stato significativo! Quando si tiene a qualcuno, vuoi stare con lui nelle tappe importanti della sua vita e Canosa era anche questo!

La voce di Marco negli anni è cresciuta tantissimo...la sua forza ti arriva dentro in un modo indescrivbile...ti nutre!!

Come dice Marco, quella era serata importante; un mese fa non avrebbe mai pensato di essere di nuovo su un palco dopo cosi “poco” tempo...ed il bentornato che Canosa gli sta dando è bellissimo..tanto da farci un video...e dal video si capisce bene cosa stavamo vivendo io e Lety insieme a tutte le altre anime del world paper!



Quel wp che, come dice lui stesso, lo ha sostenuto dagli inizi, pronto a dargli amore, quell'amore che lui ci chiede se riusciremo a dargli sempre...e noi a squarciagola...urliamo il nostro: SIIII!  Ma lui ci chiede se quel sempre...sarà anche un per sempre...io ,in quel momento mi son vista tutti i 10 anni trascorsi...mia figlia ora con me, e sentire Marco chiederci questa cosa mi ha toccato tanto...lo chiedeva con una dolcezza e purezza che ho fatto fatica a trattenere l'emozione...Alcuni possono aver pensato che quello fosse l'aggancio per far partire le note di “Per sempre” e invece no...tutt'altra canzone...era “solo”l'esigenza" di Marco di sentirsi dire che noi per lui ci saremo sempre...certo lo sa...ma sentirselo urlare di nuovo da carica!!

Un giorno, chissà quando, si tatuerà il nostro nome...WORLDPAPER...cosi ci ha detto!

Questo è solo l'inizio del viaggio ha affermato,presentando “la fine del viaggio” , ve lo prometto!

Quel “ve lo prometto” era carico di tanto significato...tanto!

Non ha smesso mai di ringraziare...quando noi dovremmo ringraziare lui...

Presentando il “Cuore muove” ha affermato che una delle cose che più gli fa muovere il cuore è

vedere tra la gente persone che per seguirlo fanno tanti  km...questo lo riempie di orgoglio!

Lì ognuno di noi, chi aveva fatto tanto strada è come se avesse ricevuto un grande abbraccio!

E mia figlia: diceva di noi, mamma! Ed io: si, anche di noi!

Lety guardava Marco, lo ascoltava e osservava il palco, le luci, la gente cantare come me a squarciagola, e rideva..dicendomi..:ma quanto urli! Io che le dico sempre di non urlare...andare al concerto di Carta è anche questo...si ribaltano i ruoli! hihihih

Canzoni su canzoni...passavano i minuti..e lo stato di benessere che tutto questo ci creava era immane...dopo tutto questo tempo...ho fatto un pieno di energia positiva!

Perchè come dice la canzone che Marco forse ama di più dell'ultimo cd,  o che per lo meno ha sentito subito sua...(cosi ha detto) , la Destinazione siamo noi!! Dobbiamo tenerlo sempre presente...altrimenti non si va da nessuna parte!

Come dicevo la piazza era gremita...partecipava...era viva!

Dietro di me avevo una signora, non del wp...sulla settantina forse...beh..quando mi giravo vedevo il suo volto...sul suo viso un sorriso leggero, una gratitudine verso Marco che le stava trasmettendo belle emozioni; leggevo nei suoi pensieri tanta ammirazione per quel ragazzo che cantava e parlava davanti a lei...Ed io pensavo...guarda di cosa è capace Marco...che meraviglia!

Questo è stato un periodo di lunghi silenzi...dentro e fuori...un periodo in cui sono stato “poco” bene. Ora è tornato il momento di rompere il silenzio e di fare casino...quello buono ! Questa è stata la presentazione di “Senza rumore”...ed è cantando questa canzone che avviene il gesto più significativo che potesse fare Marco un gesto inaspettato...mai successo in tutti questi anni. Toglie la maglietta, la lancia, ed inizia a cantare a torso nudo...beh la forza di quel gesto...la grandezza di quel momento...non riesco a descriverle...chi lo conosce come noi sa perchè lo sta facendo...prendo il cell e scatto due foto al volo...in me dentro c'era un subbuglio emotivo...ma non potevo non testimoniare quel momento...li Marco stava lanciando un messaggio e lo faceva con una veridicità estrema...mettendosi a nudo. Una di quelle due foto sarà pubblicata poi da Marco sul suo profilo instagram...grazie anche per questo Marco, mi riempie il cuore di gioia vederla li...

Io quel momento ripongo il cell perche davvero...le emozioni erano troppo forti...avevo le mie e sentivo le sue...sentivo il suo vissuto in quel mometo...mi è arrivata la sua sofferenza per quello che ha affrontato...e la sua forza di decidere di fare quel gesto davanti a tutti...senza vergogna.Perchè vergognarsene...?Ma siamo siceri, questo nostro mondo porta a farci vergognare di tutto, anche delle cose più vere..”Mostro la mia cicatrice con orgoglio, questo sono io e non me ne vergogno come qualcuno ha detto invece nei giorni scorsi...questo non è stato un atto di esibizionismo”...ci dici...Noi lo sappiamo...tanto da commuovermi...perchè in quel momento non c'è un bellisimo ragazzo senza maglietta su quel palco...ma c'è un grande uomo...un esempio per tutti...un messaggio positivo...Un uomo che deve essere fiero di se e di quella cicatrice...per l'ennesima battaglia vinta!!!



Mia figlia...si gira e dice: “Ha ragione Marco...è cosi...non è niente”

Dopo di questo...il bis..La forza mia...Tu sei la nostra forza...ogni volta dimostri di esserlo sempre più...Il concerto finisce e penso di venirti a salutare...fare una foto con mia figlia...so che il wp sarà li con me...ma non c'è solo il wp...c'è tutta la piazza!!! Tutti a fine concerto letteralmente catapultati da te...quelle quasi due ore di concerto hanno creato tutto questo desiderio di avvicinarti per una foto...che orgoglio!!! Riusciamo a salutarti...Lety felice...sorridente...era uno dei momenti che aspettava di più...e pure la mamma!



Sei rimasto li per 20 minuti a fare foto e salutare...sei straordinario!

Questo è parte di quello che ho vissuto...pensate...solo una parte...ed è per tutto questo che oggi mentre scrivo sorrido...mi emoziono...quasi come se fossi ancora li....Grazie Marco per averci regalato questa possibilità...sei un porto sicuro per le nostre anime!

Alessandra Santoni

giovedì 7 giugno 2018

Il meglio sta arrivando anche per me !

Anche io, come  Marta e Giulia  non sarei dovuta essere a Pula e invece ci sono stata!
Ho prima prenotato il pullman organizzato da Daniela  poi l'ho disdetto , perché avevamo organizzato una doppia festa di Cresima per mio nipote Matteo a casa mia per dei  parenti che non sono potuti venire la settimana prima, mi sembrava brutto mancare. Devo dire che quando Daniela mi ha comunicato, solo qualche ora più tardi, che qualcuno avrebbe preso il mio posto, mi si è stretto un pochino il cuore ma, mi ripetevo "tanto lo rivedrai presto il 7 luglio ed il 15 agosto, non fare così questo sarà un lungo tour! ( vi piaccio quando quando cerco di autoconvincermi che perdermi una data non e poi cosi grave? ).

Nel frattempo   prendo il coraggio a quattro mani e decido di seguire il parere dello specialista che mi consiglia un' operazione   all'occhio destro (non so quando, ma toccherà anche a quello sinistro, ma pensiamo una cosa alla volta), quindi chiamo la clinica per fissare la data dell'intervento che sarà il 4 luglio. Mi viene il panico perché è tra pochissimo. Fortunatamente sono una ragazza estremamente razionale  è subito mi dico " Giorgia coraggio è da fare! Hai avuto subito l'impressione, dopo tanti buchi nell'acqua, di aver trovato lo specialista che ti può risolvere la situazione, quindi ora fai un respiro profondo e pensa a cosa c'è da fare su su!
Dopo essermi rilassata un attimo inizio ad avvisare parenti e amici che che mi avrebbero operato a breve. Quando lo dico a zia Greca  mi dice "ma allora domani vieni? Scusa eh il 7 non potrai esserci il 15 non lo sappiamo, domani vieni!." Avreste dovuto vedere la mia faccia:  panico totale!  Rispondo che avrei parlato con mio nipote e mia sorella e le avrei fatto sapere.... la sua riposta? tu  domani sei a Pula con me vedrai ! Altro piccolo momento di panico.... "Ma zia il mio posto è già stato occupato!"
"Tu parla prima con tua sorella poi chiama Dany che mi sembra abbia preso il pullman più grande e qualche posto ci sia ancora e se  non c'è troviamo una soluzione" tranquilla non rimani a casa !
Chiedo a mio nipote se gli dispiace che io manchi a questa festicciola e lui mi risponde "No zia vai tranquilla non c'è nessun problema poi quando torni dell'intervento ci facciamo una cena a base di sushi solo noi"
Contatto Daniela, il posto c'è ! Mi metto d'accordo con Letizia, mia vicina di casa, per andare insieme ad Assemini dove ci aspetta il Cartabus e via liberaaaa! Aveva ragione zia Greca ci vado sul serio!


Ci sono tante piccole grandi cose che mi porterò nel cuore da questo concerto:
Innanzitutto una gioia inaspettata di esserci e poi ...
Mario che mi abbraccia e mi chiama "la mia Pisita" e insieme a Sandro mi portano su e giù dal pullman (Santi uomini);
l'abbraccio con Valeria i suoi occhietti felici mentre mi dice "Pensavo non ci fossi che bello!" La nostra chiacchierata durante il viaggio, lei che mi rassicura riguardo l'intervento e la nostra perenne voglia di sushi;
l'abbraccio con Saim che mi saluta dicendo "Ma ciao Pisitaaaaa" con il suo spledido sorriso;
l'autista che ci fa scendere 2 km prima della piazza forse di piú e noi che chiediamo informazioni a chiunque passi perché non sappiamo dove andare con tanto di borse, borsette e giacche da portarci dietro  tra risate isteriche, i "ma dove cacchio dobbiamo andare?!", i " ci facciamo rendere i soldi della metà della corsa e " dammi quella borsa che te la porto io "
Il #WorldPapeper non lo ferma niente e nessuno!

MA SOPRATTUTTO MI PORTERÒ NEL CUORE TE MARCO:
La tua gioia nel vederci ancora tutti li per te e volerci fotografare per avere un ricordo della serata;
le tue battute, qualcuno dal pubblico che ti "da corda" (credo di conoscere bene) e la tua risata;
te che non ti scordi neanche di chi non ha potuto essere presente e "costringi" Carlotta a fare qualche diretta;

te che  non riesci a stare troppo lontano da noi e salti da una cassa all'altra per avvicinarti il più possibile alla transenna;
te che  oltrepassi più volte  la transenna per avere un contatto diretto con il tuo amato #WorldPaper;
te che ti avvicini a noi disabili e mi stringi inaspettatamente la mano mentre canto a squarciagola Il Cuore Muove;

tu che ti avvicini una seconda volta a noi e ti siedi sulle gambe di Michela e canti insieme a lei un pezzetto di Finiremo per volerci bene, ti avvicini ad un altra ragazza e scattano un tenerissimo abbraccio e bacino a stampo.





































Conserverò nel mio cuore tutti questi tuoi piccoli ma significativi gesti , la purezza e la spontaneità con i  quali sono stati compiuti "perché è senza le armature che si va lontano"'
Ma è il discorso che tu hai fatto per introdurre Il Meglio Sta Arrivando che voglio custodire in paticolar modo nel mio cuore, lo stupore che ho provate nel sentir scendere sul mio viso delle lacrime, perché sono tra quelle persone che crede fortemente che il  meglio sta arrivando anche per me stessa! Sono tra quelle persone a cui questa canzone ha fatto bene e farà bene!
Alla prossima spero che sia il 15 agosto e mi auguro di vedervi tutti un po' meglio !

GIORGIA

Foto Marta Porru e video Andrea Rokyblade

martedì 5 giugno 2018

L'impossibile che diventa possibile


5 Giugno 2018. 15.30. Sassari

Ho avuto bisogno di qualche giorno in più del solito per riuscire a mettermi davanti al pc e buttare giù due parole. Per tanti motivi (tra cui lavoro e ore di sonno da recuperare), ma sopra ogni cosa sicuramente per l’incapacità, da parte mia, di realizzare che sì, a Pula il 2 Giugno ci sono stata.
La mia relazione con questa data, con questo posto, è stata particolarmente complessa, fin dal principio. Pula doveva essere il mio regalo di compleanno più grande, il 2 Maggio, e invece è stato un viaggio in macchina fino ad Oristano con Marta, un pranzo al ristorante giapponese, una giornata passata davanti al telefono con la speranza di ricevere qualche buona notizia, che alla fine non abbiamo ricevuto.

Io non so, esattamente, cosa sia successo. Non so chi, da lassù, abbia deciso che ci dovessi essere.
Quando è stata annunciata la data del 2 Giugno mi sembrò di ricevere un pugno in faccia, per la consapevolezza che sì, sarei stata in Sardegna, ma no, non sarei stata al concerto. Per il lavoro, che mi avrebbe impegnata 1,2,3 Giugno dalle 8 alle 22, e per il mio senso di responsabilità, che non mi avrebbe permesso di fare richieste che sapevo sarebbe state inaccettabili.

Ho trascorso l’ultimo mese tra la felicità e la tristezza. Felicità, perché comunque poter essere a Cabras mi sembrava già un regalo incredibile e senza prezzo, tristezza, perché sapevo che perdendomi Pula mi sarei persa qualcosa di gigante.

Io sinceramente non lo so dove abbia trovato il coraggio di chiedere di poter fuggire via alle 7, Sabato. Chi mi conosce bene sa quanto rispetto abbia per chiunque mi proponga un lavoro e per il lavoro in sé, quindi ecco..davvero non so come abbia fatto. So solo che quando alle 18.40 mi hanno guardato negli occhi e mi hanno detto “vai e divertiti”, qualunque altra cosa ha perso senso.

Non ricordo neanche come abbiamo fatto a raggiungere Oristano in poco più di un’ora, ricordo solo i messaggi di Marta, Martina, Gino e Valentina, e la chiamata di Dani che mi diceva “sì però vai piano”, pur sapendo che tanto non sarebbe successo.

Ricordo solo il momento in cui sono salita in macchina di Marta, ci siamo guardate e siamo scoppiato a ridere, perché entrambe lì, quel giorno, a fare quella strada, non ci dovevamo essere. E invece lo stavamo facendo davvero.

Se c’è, però, qualcosa che non dimenticherò mai è la sensazione di pienezza che ho provato nell’arrivare in una piazza già colma di gente, ritrovare i nostri posti (perché sì, quelli sono i nostri posti ormai), grazie a persone che non hanno neanche il bisogno di essere nominate, e le stesse persone di sempre. Anzi, molto di più, perché Simona e Valeria lì accanto hanno senza dubbio aggiunto ancora più valore ad una giornata già di per sé pienissima.

La sensazione di essere tornata, ancora una volta, a casa.
La consapevolezza però, che questa volta, sia stato qualcosa di enormemente più grande di me. Di quanto mai avrei potuto anche solo immaginare.
I sorrisi di tutte le persone stupite forse quanto me di vedermi lì, ma allo stesso tempo tutti i “lo sapevo che ce l’avresti fatta” mi hanno fatto stringere il cuore.
E vi ringrazio, per tutti gli abbracci sinceri e i sorrisi a mille denti.
Oggi so di poter dire con certezza che se mi fossi persa questa data, mi sarebbe mancato qualcosa.

Marta Porru Photographer
Non so cosa sia stato. Se il fatto di essere vicinissimo a casa, se il fatto di avere gran parte della sua famiglia lì davanti, se il fatto che davanti a lui ci fossero anche tutti quei ragazzi che ormai conosce per nome e che hanno senza dubbio reso la serata ancora più speciale.
So solo che è stato immenso.

So solo che ogni data sembra migliore di quella precedente e questo ha in sé già qualcosa di indescrivibile, perchè ad oggi non so mai cosa aspettarmi per la data successiva.
Perché davvero, come si fa a battere questo concerto? Io non riesco sinceramente neanche ad immaginarlo.

So solo che quest’anno c’è un’aria infinitamente speciale.
So solo che quest’anno Marco ha qualcosa in più. Nella voce e nei sorrisi. Nelle emozioni che traspaiono dai suoi occhi. Nell’incredulità di ogni volta in cui si rende conto che tutta quella gente è davvero lì per lui. Nella semplicità con cui scende dal palco per abbracciare qualcuno, sorridere, toccarci la mano. Quella cosa che qualcuno chiama incoscienza ma che per noi è quasi normalità. Una normalità dettata dal fatto che Marco ormai ci conosce talmente bene e si fida di noi talmente tanto, da sapere con certezza che non faremmo mai niente per ferirlo o infastidirlo, pur avendolo a mezzo metro di distanza.

Ho visto grandi artisti ringraziare i propri fan ma tenere sempre una distanza di sicurezza quasi imbarazzante.

E poi vedo Marco, che ormai sembra non trovare più parole per ringraziarci e allora ci stringe le mani per davvero. Ed è in questi momenti, nei momenti in cui mi rendo conto che non trova le parole, che vorrei che invece sapesse che se c’è qualcuno che deve ringraziare, quel qualcuno siamo sempre e solo noi.
Ma forse l’ironia sta anche qui, nella consapevolezza che anche in questo siamo così simili. Così alla ricerca di nuove parole e modi per ringraziarci a vicenda. Tali e quali, come dici tu, anche in questo.
Tali e quali anche nelle piccole/grandi pazzie di ogni volta. Nella battaglia di coriandoli che facciamo perché ci diverte ma anche perché sappiamo che renderà te felice.
Nella consapevolezza, reciproca, che ormai ogni concerto non è mai solo un concerto ma una festa, ogni volta sempre più grande.

Da questo concerto mi sono portata a casa risate da mal di pancia.
Da “Marco ti amo” “ADRIANA?”
A “Marco la sciarpa”
A “Bella la signora con la corona e il cartello Proprietà privata, molto particolare” “Veramente sono un uomo”
A “Le canzoni le devo ascoltare per forza perché altrimenti non mi ricordo le parole”
A “Testimoni..di Geova” “Di Genova”.

Ma mi porto a casa anche una felicità talmente grande da non aver saputo come trattenere le lacrime. Perché Finiremo per volerci bene, dopo una giornata del genere, dopo la corsa contro il tempo e contro il mondo, mi ha fatto davvero realizzare di essere arrivata sotto quel palco, anche quando sembrava impossibile. Perché gli abbracci con Michela e Francesca non li dimenticherò mai. Perché Ti ricontrerò dedicata “ad una persona che non vedo ma so per certo sia in prima fila” mi ha fatto esplodere il cuore, come ogni volta ma forse questa volta un po’ di più.

Marta Porru Photographer
Ho pensato che aspettare qualche giorno prima di mettermi a scrivere mi avrebbe aiutata. Ora penso che niente al mondo potrebbe realmente aiutarmi a realizzare di cosa sono stata protagonista.
Seduta sul divano di Marta, mentre lei modifica e pubblica le foto, mi rendo conto che ci sono stati troppi dettagli, a volte piccoli, ma sempre fondamentali, che hanno contribuito a rendere ogni cosa assolutamente perfetta.

Vorrei che i detrattori di Marco facessero un giro durante questo tour, perché so che cambierebbero idea.
Vorrei che tutti quelli che lo hanno sempre accusato di tirarsela, restassero fino alla fine per vedere la spontaneità con cui puntualmente scende dal palco per scattare foto e firmare autografi (e a Pula lo ha fatto per circa 1 ora).
Vorrei che chi non capisce il legame che ci unisce potesse, per un giorno, vivere un concerto con i miei e nostri occhi. Perché so che se potessero farlo, si renderebbero conto dell’immensità che noi abbiamo la fortuna di vivere ogni giorno.

Mi capita spesso, durante le interviste, di sentire “Marco Carta, che è rimasto sempre lo stesso”. E io vorrei poter dire che no, non è vero.

Marco Carta non è affatto rimasto lo stesso.
Marco Carta è tutta un’altra persona.
Marco Carta è più consapevole.
Marco Carta si è liberato di pesi immensi.
Marco Carta si è alleggerito il cuore e ha imparato ad amare senza restrizioni.
Marco Carta ha imparato non solo a conoscere il prossimo, ma soprattutto a conoscere sé stesso e ad apprezzarsi.
Marco Carta ha imparato a non avere più paura di sé e delle sue possibilità.
Marco Carta ha imparato ad apprezzarsi.
Marco Carta ha imparato a dire no, a voce alta quando serve.

Ma ciò in cui è, invece, sempre rimasto lo stesso, è il modo in cui si approccia al successo. Con la stessa aria incredula. Con gli stessi occhi infinitamente grati, ma oggi più consapevoli. Con gli stessi sorrisi sinceri, ma oggi più profondi.

Ricorderò sempre Pula come il giorno in cui l’impossibile è diventato possibile. Come il giorno in cui, mentre Marco cantava La destinazione siamo noi, io e Marta non abbiamo potuto fare a meno di guardarci e sorridere, perché sì: il 2 Giugno la destinazione siamo state noi.

La ricorderò come la notte in cui ho dormito 2 ore e mezza, per poi rimettermi in macchina alle 6.30 del mattino per essere di nuovo a lavoro alle 8, ma nonostante tutto felice.

Ricorderò il 2 giugno come il giorno in cui ho festeggiato il mio compleanno e, anche se con un mese di ritardo, è stato assolutamente perfetto.

Lo ricorderò come uno dei giorni più felici di cui abbia il ricordo. Il giorno in cui sarei potuta essere infinitamente triste e invece ho avuto il cuore e gli occhi pieni.

Lo ricorderò come un giorno in cui, ancora una volta, sono rimasta a bocca aperta.

E lo ricorderò anche come il momento in cui, quando il concerto è finito, ho detto “non vedo l’ora che sia il 7 luglio”.

E non vedo l’ora che anche Martina possa essere in mezzo a noi e poi assistere dal vivo a questo spettacolo.

Domani torno a Milano, con un po’ di tristezza ma anche tantissima felicità e gratitudine.

Marta Porru Photographer

Sabato notte hai scritto:

"Vi sarò debitore per sempre.
Non servono e non esistono altre parole.
Ho gli occhi lucidi almeno quanto la mia mente nello scrivere queste due righe."


Oggi, io ti scrivo questo:

"Qualsiasi parola in più, oggi, sarebbe superflua.
Qualsiasi grazie inutile.
Sono fiera di te, di noi, di ciò che sei e siamo.
Sono ancora più fiera ed emozionata per tutto ciò che il futuro ci regalerà.
Consapevole che, anche se non vorrà regalarci niente, noi ce lo andremo a prendere.
Con la stessa forza di sempre, ma più agguerriti che mai"

Sempre e per sempre,
Giulia.